lunedì 12 gennaio 2009


IL MATTO - Fabrizio De Andrè

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.

E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

martedì 30 dicembre 2008


Perdona, e dimenticherai.

(Elisa). Me?... I hope so.

A fare i conti sulla vita non sono mai stata molto ferrata, a fare i conti con la vita mi ci troverei invece, volentieri.
Un po' mi rassicura questo suo essere avvertita e scandita come femminile, mi sembra di sentirla un po' più vicina a me, forse prevedibile, magnificamente estrosa e fantasiosa come tutte le piccole donne di questo pianeta.
Buffo pensare a come noi uomini ci inventiamo a volte le cose più strane per puntellare di segnali luminosi il percorso così tortuoso delle nostre vite.. il bilancio di fine anno è uno di queste.
Bilancio quasi sempre in rosso, perchè analizzato avendo una fretta terribile di abbandonare il sacco che grava sulla nostra schiena e sulla nostra mentre-cuore, abbandonarlo sull'ultima pagina di un calendario consumato da ansie, croci, asterischi e molti, moltissimi punti interrogativi.
Affido a queste parole "Perdona, e dimenticherai" il mio augurio di serenità saggia, che possa volare sopra tutti noi e prenderci in mano, per rialzarci e librarsi su una nuova avventura.

mercoledì 17 dicembre 2008


Socchiudere gli occhi alla vita, mentre ti rincorre ai lati.

lunedì 1 dicembre 2008


"Confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell’amore,

strana ossessione che fa sì che questa stessa carne, della quale ci curiamo tanto poco

quando costituisce il nostro corpo,

preoccupandoci unicamente di lavarla, di nutrirla e - fin deve è possibile - d’impedirle che soffra, possa ispirarci una così travolgente sete di carezze

sol perchè è animata da una individualità diversa dalla nostra.

Di fronte all’amore, la logica umana è impotente, come in presenza delle rivelazioni dei Misteri… Con la maggior parte degli esseri umani, i più lievi, i più superficiali contatti bastano,

o persino superano l’attesa;

ma se essi si ripetono, si moltiplicano attorno a un unico essere sino ad avvolgerlo interamente; se ogni particella di un corpo umano si impregna per noi di tanti significati conturbanti

quante sono le fattezze del suo volto;

se un essere solo, anzichè ispirarci tutt’al più irritazione, piacere o noia,

ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema,

se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo,

e infine ci diviene più indispensabile di noi stessi,

ecco verificarsi il prodigio sorprendente,

nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne

che un mero divertimento di quest’ultima. (Boris Pastèrnak)

mercoledì 19 novembre 2008


Le tre regole di lavoro:
1. Esci dalla confusione, trova semplicità.
2. Dalla discordia, trova armonia.
3. Nel pieno delle difficoltà risiede l'occasione favorevole.

domenica 16 novembre 2008


Aspetto, passano i treni, il caso, gli sguardi.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare. Quale immensa novità tornare ancora,
ripetere, mai uguale, quello stupore infinito!
E finché tu non verrai, io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni, delle scie.
Immobile.


(P. Salinas)

martedì 11 novembre 2008

Per Pupi mia. Buon compleanno sole mio.


Qualche riga, per ricordarti perchè sei cosi speciale per molte persone, per ricordarti perchè sei luce per me.

Perchè ti fai Varese-Milano-Padova perchè ci credi, profondamente ci credi in tutta quella miriade di interessi che non permetterai si spengano mai.
Perchè sei venuta a prendermi in pieno luglio per andare al concerto e regalare a Lauretta una delle sere più belle di quest'anno.
Perchè quando mi hai detto "Se vuoi prendo il treno e vengo a Roma", era esattamente cosi. L'avresti fatto a un mio cenno.
Per tutte le canzoni che mi hai inviato, perfettamente in linea con le mie tristezze o le mie gioie di quel giorno.
Perchè sei capace di scelte coraggiose, mai scontate, intrise di speranza e tenacia, mai arrendevoli, si tratti di andare a La Verna o di metterti in discussione a tutto tondo.
Perchè mai ho letto nei tuoi occhi o nelle tue parole banalità, volgarità, povertà, ruvidezza.
Perchè mi fai ridere quando pasticciamo con tutte quelle "f" e penso a che bella testa hai...
Perchè chissenefrega di quanti psicologi ci sono in giro, per fortuna c'è Pupi mia che fa un baffo a tutti.
Perchè sei respiro a pieno e mai soffocato, vagheggiamento e mai costrizione, dubbio e mai assioma, curiosità e libertà allo stato puro, tenerezza e abbraccio immenso in tutte le ore della mia vita, più ampia da quando si riempie anche di te.

Buon compleanno Giusy.

Ti voglio bene, immensamente.
Laura